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Alimentazione

Quando fai la spesa, sii consapevole.

  • Leggi sempre l’etichetta prima di acquistare.
    Leggere l’etichetta dei prodotti che desideriamo acquistare è fondamentale per comprendere la storia di un alimento, pertanto non dimenticate di:

    • controllare la data di produzione e di scadenza, la sua composizione e la tipologia di lavorazione del prodotto;
    • diffidare di alimenti a base di carne che riportano in etichetta “carne sottoposte a lavorazioni meccaniche”/”carne separata meccanicamente”, perchè come divulgato da diverse reti televisive è dimostrato che molti di questi prodotti sono frutto della lavorazione di scarti alimentari, come carcasse e cartilagini di animali che un tempo venivano eliminate e che oggi attraverso uno specifico trattamento vengono trasformate in nuovi alimenti come wrustel e crocchette.
  • Non tutto il pesce può essere mangiato.
    Limitare il consumo di pesci di taglia grande come il tonno, il pesce spada e la ventresca. Questi animali nel tempo  hanno sviluppato una buona muscolatura tendente ad assorbire dosi massicce di mercurio, un metallo estremamente tossico per la salute dell’uomo. Meglio acquistare altre tipologie di pesci come la trota, la spigola o l’orata che in base a a recenti ricerche effettuate non rappresentano un pericolo per la salute dell’uomo in quanto non attraggono sostanze nocive. Altro alimento da cui Ateneo Verde vi invita a prendere le distanze sono i prodotti a base di “surimi”. Infatti il prodotto in questione è frutto della lavorazione di scarti alimentari del pesce, che ben poco hanno a che fare con la polpa di granchio a cui i produttori vorrebbero ispirarsi.  Insaporiti  a dovere e messi sul mercato a prezzi anche abbastanza alti, i surimi vengono passati come alimenti di qualità nella loro versione sia da banco frigo sia surgelato.
    (fonte:http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/mercurio-pesce.html).
  • Attenzione alla carne in scatola.
    Seppur l’acquisto di carni in scatola risulti essere conveniente economicamente oltre che comoda da trasportare, è bene sapere che non bisogna abusarne, questo a causa dell’alto tasso di sale indispensabile per la conservazione a lunga scadenza del prodotto; inoltre questi alimenti ricchi di insaporitori di vario tipo contribuiscono ad aumentare il tasso di colesterolo presente nel sangue.
  • Occhio quando acquisti frutta e verdura, controlla la  provenienza.
    Nei tuoi acquisti prediligi la frutta e la verdura di stagione non importata perché a causa delle differenti normative, presenti in Italia e all’estero sul tasso di pesticidi e ormoni permessi nelle coltivazioni, si potrebbe verificare l’arrivo di prodotti con un più alto tasso agenti chimici. In Italia infatti la normativa in materia risulta essere decisamente rigida sul tasso di pesticidi tollerabili, ma allo stesso tempo essendo in un regime di libero scambio commerciale, questo non impedisce che gran parte della frutta e della verdura coltivata all’estero con regolamentazioni differenti  possa arrivare sulle nostre tavole. Un’ottima soluzione per fare degli acquisti corretti è dotarsi di una tabella che indichi la frutta di stagione e verificarne la provenienza.Icone-Ateneo-VerdeVerdura
  • Succhi di frutta e bibite: vi siete mai chiesti quanta percentuale di frutta ci sia nei succhi in vendita al supermercato?
    Ateneo Verde ti invita a prendere le distanze dalla maggior parte dei succhi di frutta industriali  che contengono un alto tasso di zuccheri, calorie e coloranti uniti ad una bassa percentuale di frutta.
    Come dimostra  una ricerca condotta dalla Swinburne University of Technology, l’abituale consumo di succhi di frutta è associabile ad un aumento significativo della pressione arteriosa, al rischio di infarto e al deterioramento cognitivo; questo è dovuto in gran parte alla presenza di zuccheri e calorie, che insieme ad un basso apporto vitaminico, rende le bevande tutt’altro che genuine. (fonte tratto da: http://www.italiasalute.it/10335/Anche-i-succhi-di-frutta-fanno-male.html).La soluzione? Optare per una buona spremuta d’arancia fatta in casa, fresca, buona e soprattutto sana.
  • Le merendine industriali, fanno bene o male?
    Non è possibile dire se un cibo sia sano o meno, se non leggendo gli ingredienti di cui è composto, questo vale anche per le comunissime merendine messe in vendita nei supermercati, è pertanto utile controllare prima dell’acquisto che:

    • non abbiano calorie superiori a 200 al pezzo;
    • abbiano un basso contenuto di grassi vegetali;
    • non abbiano più di 10 g di zuccheri al pezzo;
    • sia indicata negli ingredienti la categoria di appartenenza delle uova utilizzate per produrre l’alimento (cat. A);
    • non abbiano conservanti;(fonte: http://www.riza.it/figli-felici/attacchi-di-panico/2553/le-merendine-fanno-male.html)
  • Attenzione all’olio di palma
    E’ ormai un luogo comune considerare l’olio di palma, impiegato in moltissimi prodotti da forno, un ingrediente nocivo per la salute dell’uomo. Facciamo però un po’ di chiarezza su questo alimento. Prima di tutto, è importante sapere che questo prodotto è entrato nella nostra produzione alimentare in sostituzione al burro; infatti, parliamo di un grasso saturo che, a differenza del burro, è di origine vegetale e che, per la sua composizione di acidi grassi, si presta bene nelle preparazioni industriali. Il suo utilizzo, ormai largamente avviato su ampia scala, è da ricondurre alle aspre normative dell’OMS (Organizzazione Mondiale della sanità) relative all’impiego dei grassi idrogenati i quali, in principio, vedevano come sostituto al burro la margarina per via della sua componente vegetale; tuttavia la margarina fu presto considerata nociva e mano a mano sostituita con l’olio di palma.
    Al di là delle molteplici tesi controverse relative all’uso di questo prodotto e ai suoi effetti sulla salute dell’uomo, Ateneo Verde ne consiglia un consumo moderato dal momento che, come qualsiasi composto a base di grassi saturi (come burro e strutto) può dare origine a problematiche cardiovascolari. Problema non di minore importanza è la coltivazione  intensiva di questo alimento che produce nel sud-est asiatico un danno considerevole alle foreste tropicali. Infatti, le conseguenze della deforestazione a favore delle piantagioni di alberi da palma danneggiano anche la biodiversità: si pensi alla distruzione dell’
    habitat della specie degli orango, per non parlare degli effetti disastrosi sull’aumento dell’inquinamento. La soluzione, forse, potrebbe essere una coltivazione sostenibile attraverso un piano regolatore in grado di limitare gli effetti collaterali sopra citati. In tal senso si sta adoperando la “Roundtable on Sustainable Palm Oil,un organo tenuto a certificare l’olio prodotto in modalità più rispettosa per l’ambiente.
    (Fonte: http://www.wired.it/scienza/medicina/2015/05/08/tutta-verita-olio-di-palma/).
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